La tendinopatia del tendine d’Achille è una condizione frequente negli sportivi, in particolare negli sport ad alta intensità come la pallavolo.

In questo articolo raccontiamo un caso clinico reale: una pallavolista professionista di 24 anni con achillodinia acuta, trattata con successo attraverso un protocollo integrato di terapia extracorporea a onde d’urto (ESWT) e fisioterapia.
Dolore intenso al tendine d’Achille e limitazioni funzionali importanti
A metà della stagione sportiva 2023/24, l’atleta ha iniziato ad avvertire un dolore improvviso e progressivo nella regione achillea, accentuato durante allenamenti e partite. Con il passare dei giorni, il dolore è diventato sempre più limitante, influenzando anche le normali attività quotidiane.
Valutazione clinica iniziale
All’esame obiettivo si riscontravano dolore persistente in sede inserzionale del tendine d’Achille destro, tumefazione locale ed edema moderato. I salti e i movimenti stop and go portavano il dolore a valori VAS 7–8.
Il test di Thompson risultava negativo. L’esame ecografico non evidenziava calcificazioni o lesioni, ma un ispessimento del tendine con accumulo di liquido peritendineo.
Diagnosi: tendinite del tendine d’Achille destro con reazione cronica da sovraccarico.
Approccio terapeutico
Dopo una prima fase di fisioterapia e ginnastica riabilitativa, è stato introdotto un protocollo di terapia a onde d’urto combinata, con onde focalizzate e radiali.
Protocollo di trattamento
Onde d’urto focalizzate: 2000 impulsi con energia progressiva fino a 0,2 mJ/mm² sull’inserzione e lungo il decorso del tendine.
Onde d’urto radiali: 6000 impulsi per seduta, intensità 1–2 bar, frequenza 12–15 Hz, trattamento dei punti di maggiore rigidità e dei trigger muscolari.
Risultati
Già dopo la prima seduta si osservava una riduzione del dolore. Dopo cinque trattamenti, l’atleta riferiva dolore assente (VAS 0) e pieno recupero funzionale.
I follow-up a 3 e 8 settimane confermavano l’assenza di sintomi e un’eccellente funzionalità.
Conclusioni
La terapia a onde d’urto combinata, integrata con fisioterapia, si è dimostrata efficace, sicura e non invasiva nel trattamento dell’achillodinia da sovraccarico, consentendo un recupero rapido e duraturo.





